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Scienza

Come funziona l’evento?

Tutto ciò che esiste – dalle particelle subatomiche, dagli elementi chimici alle interazioni molecolari, alle cellule – ha condotto, nel corso dell’evoluzione, all’organizzazione di sistemi sempre più complessi rivelanti un livello di coscienza in grado di comprendere le leggi alla base della manifestazione stessa. Così la scienza, nel suo tentativo di comprendere l’evento, è il risultato stesso della coscienza.

Nel cammino dell’umanità verso la conoscenza scientifica sembra tuttavia essersi creato un blocco, come se qualcosa si fosse “strappato”. Aumenta sempre più la separazione tra i pochi che possiedono una cultura in tale ambito e i tanti che, per ignoranza, accettano passivamente qualunque cosa venga loro propinata. Ma da cosa ha origine questo iato?

L’influenza politico-economica sull’attuale ricerca scientifica, favorita dagli alti costi di quest’ultima, condiziona pesantemente la scelta degli ambiti e dei modi di procedere. La minaccia del taglio dei finanziamenti ha favorito l’instaurarsi in tutto il mondo di un “insano circolo”, in cui la scienza è utilizzata solo quando “serve” a produrre economia.
Per questa strada la ricerca è stata snaturata ed asservita ad una “non-scienza”; forzata a far passare per “verità scientifiche” costrutti palesemente falsi ma in grado di creare ricchezza.

Perché l’umanità si affida alla “non scienza”? Perché ha vinto la “mente del caos”. Infatti, la notevole entità di caos, appositamente generata, ha sconfitto chi studia per scoprire le leggi dell’universo. La mente “del” e “nel” caos è sostenuta, inoltre, dall’uso strumentale di un linguaggio scientifico sempre più complesso e settoriale: se uno scienziato non comprende ciò che dice un altro, come è possibile per l’uomo comune capire cosa sia o non sia scientifico?

Il nostro impegno è teso proprio a “ricucire lo strappo”, a favorire il ritorno ad una scienza che sia espressione della coscienza dell’umanità. La psicologia, scienza che studia l’uomo, deve indagare i meccanismi usati per distorcere le conoscenze scientifiche e come agiscano sulla mente dell’umanità. Così facendo è possibile superare l’enorme divario tra la “cultura” di una piccola elite di scienziati e quella della gente che subisce passivamente ciò che le viene fatto credere tramite “vuote” parole di scienza.