Intuire un nuovo infinito

La filosofia, diversamente dalla matematica, non “risolve” attraverso schemi e frequenze con cui spiegare spazio e quantità. La filosofia è attualmente la coscienza nel suo completo-complesso, in tutte le sfumature: è il “linguaggio” dell’Universo.
La matematica è la misura delle parole. I vari discorsi, semplici o complessi che siano, sono la geometria della filosofia.
A differenza delle concezioni statiche, necessarie in fisica per determinare la stabilità della realtà e delle leggi che la governano (e di conseguenza ne “regolano” la geometria), abbiamo in filosofia spazi geometrici variabili al punto da poterne contenere ogni altro concepibile, piatto o tridimensionale che sia. Proprio per questo, forse, è possibile ipotizzare filosoficamente un’unificazione, daconfermare attraverso calcoli ed esperimenti.

Possiamo concepire una dimensione extra (Bordo Nulla) dove ogni dato è variabile. NON CAOTICO, bensì “necessario e quanto basta”. Avremmo così infinite soluzioni a ogni problema, anche se è sufficiente usare la parola “innumerevoli”. Poi, in fondo, credo che una qualsiasi delle innumerevoli soluzioni proposte da ogni essere sia la “Sua più giusta”!
Può sembrare strano parlare di una dimensione extra da aggiungere? Niente affatto, poiché alcuni scienziati hanno già teorizzato il Supermondo(1), dove le quattro dimensioni, tre spaziali e una temporale, non sono più sufficienti a descrivere le nuove scoperte, le ipotesi e le teorie. Lentamente tutto conduce a nuovi orizzonti degli eventi, forse potremo andare Oltre questo Bordo del Nulla, ritrovandoci in un Tutto composto da Infiniti Universi.

Torniamo dunque a parlare di infinito.
La Fisica non dovrebbe considerare gli infiniti poiché deve descrivere la natura in modo preciso; così i matematici correggono “normalizzando” i calcoli: più o meno una “truffa” numerica.
La procedura della normalizzazione(2) non ha infatti risolto le incongruenze riguardanti il comparire di soluzioni con valori infiniti in diverse teorie fisiche, soluzioni che risultano completamente illogiche.
Un caso eclatante è quello dell’energia dell’elettrone, che i calcoli portano a essere infinita “senza ombra di dubbio”. Infatti, la comune accettazione della relazione relativistica E=mc2 ha come conseguenza l’ammettere che l’elettrone sia puntiforme e che l’energia del campo elettrico in quel punto abbia valore infinito(3). Ma come è possibile avere energia infinita in un punto, a meno che non sia un Big Bang o una porta d’accesso al Bordo Nulla? “Purtroppo” c’è la Censura Cosmica(4).
Inoltre, secondo l’incomprensibile (per la coscienza comune) ma ben sponsorizzata teoria della relatività, l’energia è massa e quindi l’elettrone dovrebbe avere massa infinita, in aperto contrasto con le osservazioni sperimentali.
A cercare di salvare la teoria della relatività da queste soluzioni “impossibili” interviene una spiegazione quantistico-relativistica, che genera però un’altra serie di “infiniti” dei quali ci si libera soltanto normalizzando i calcoli. Secondo questa soluzione, infatti, l’elettrone sarebbe costituito da un “seme iniziale” con massa infinita negativa, circondato da infiniti positroni con massa infinita positiva(5).
Tuttavia infinito meno infinito è una quantità indeterminata, cioè può dare qualunque risultato. I conti dunque continuano a non tornare, a meno che questa differenza tra infiniti non venga “rinormalizzata”, in modo da avere come risultato una quantità finita pari proprio alla massa sperimentale dell’elettrone!(6)
Il trucco matematico della normalizzazione non libera però la fisica dagli infiniti: la creazione di un solo elettrone necessita della presenza di infiniti altri (i compagni dei positroni, che si sono allontanati da esso). Non se ne esce.
Dobbiamo quindi considerare alcune cose oltre alla matematica: la geometria applicata al mondo fisico, il caos e l’ordine, Forze dove l’energia si manifesta e dove non si manifesta (altra/e dimensione/i, supermondo, BoNu…).
Nei suoi spazi infiniti, la geometria applicata è totalmente indipendente dal tempo e dalle intuizioni a cui i soli numeri ci possono portare. Molti fisici ritengono ormai che la nozione comune del fluire temporale non abbia fondamento scientifico(7), e la teoria degli insiemi causali(8) non può essere usata per dimostrare l’esistenza di un tempo classico. La ricerca continua, ma non è detto che spiegherà, in un futuro divenuto istante presente, che esiste un evento collocabile in un continuum spazio-atemporale. Allora, senza l’obbligo di considerare reale il tempo la sua illusorietà apparirà chiara alla mente degli scienziati e quindi degli esseri.

I fenomeni sono processi causali elementari che coincidono numerosi in un punto dove viene considerato l’evento, avente come dato certo solo lo spazio in cui è avvenuto. Forse è difficile fare altre considerazioni.
Le particelle che compongono il mondo hanno un comportamento derivato dal tipo di spazio fisico in cui si esprimono energeticamente tramite gli eventi. Esse possiedono quello spazio, ma anche la possibilità-probabilità di esistere in spazi/dimensioni extra, da cui emergono con comportamenti conseguenti in una interazione a noi ancora sconosciuta(9). Noi, esistenti apparentemente come coscienze solo “da questa parte”, consideriamo in modo diverso ciò che in realtà “ha solo” una provenienza: da innumerevoli (se non infinite) dimensioni.
Non è più necessaria la supersimmetria, né l’ipotesi delle stringhe, né calcolare le “varie” dimensioni del “di là”: di quell’oltre l’orizzonte degli eventi che ogni particella, buco nero, big bang, o qualsiasi particolarità mostra alla coscienza (o si mostra). Coscienza che, “di qua”, crede o meno ci sia un “di là”!
E se fosse tutto nel Già? Senza tempo e “Punto”! (sia geometrico che letterale).
E se lo spazio avesse un’interazione infinita in ogni punto e potesse variare in modo continuo a seconda dell’uso? Uso di chi, se non di un Assoluto che in Se Stesso è Nulla, Infinito composto da Infiniti infiniti?

Creatore e Creato? Che senso avrebbe una “specie” di spazio o dimensione? È un’unica, immensa continuità di spazi Universi e dimensioni Universi Creati-In Creazione e… Creati nel Suo Eterno Presente, che per noi-coscienza è illusione temporale (ma non spaziale). Soluzioni infinite per un unico Spazio Energia Infinito, apparentemente finito per la coscienza locata in “un solo” universo: quello in cui si trova.

L’esempio dell’elettrone discusso in precedenza ci ha mostrato come teorie largamente accettate, relatività, quantistica e quelle da loro derivate, siano afflitte da una serie di problemi non risolti e nascosti tecnicamente. Si definiscono, appunto, “normalizzati” per non dire che si tratta di matematica manomessa per l’occasione.
L’equivalenza einsteiniana tra massa ed energia porta a soluzioni infinite; cercare poi soluzioni finite facendo la differenza tra due infiniti è impossibile. Di conseguenza la formula E=mc2 non sembra chiarificante, o perlomeno non descrive la realtà.
Qual è la soluzione allora? L’energia potrebbe essere un’oscillazione tra il Presente a noi costantemente noto, e un Vuoto contenitore di energia infinita, che “accompagna” il tutto conosciuto. Un “Recipiente” detto Bordo Nulla (BoNu), per usare il termine più consono all’orizzonte della coscienza.
La particella è come un secchio che, nel “pozzo” BoNu, attinge “quanto serve” e appare come corpuscolo di un’unica energia con più rappresentazioni.
Per attingere da un pozzo non serve un contenitore infinito, tirerò fuori tanta acqua (energia) quanta ne entra nel “secchio” (o particella) che ho a disposizione.
Riscrivendo la formula di Einstein, E = mc2, e sostituendo al tempo il Bordo Nulla o Recipiente Infinito di Energia (E), naturalmente locato ovunque nello spazio, si hanno due tipi di spazio cioè da BoNu; Nulla a cessione di energia variabile.

Pensate cosa dice uno pseudo “filosofo” (non scordatelo) che intuisce un nuovo infinito: devo rifiutare l’infinità del tempo, il suo passare, il suo esistere in Assoluto.
Intuisco Zero (o quasi) lo spazio curvo in prossimità del Big Bang e senza curvatura a una distanza dell’Oltre creazione, poco prima che si crei l’universo. Vale a dire: piatto, elegante, semplice, naturale, con un infinito raggio di curvatura, cioè Assolutamente Divino.
E la costante cosmologica(10)? Che fine ha fatto? Già ora la sua esistenza è dubbia.
La costante cosmologica è uguale a zero (o pressappoco), quasi “ideata” ad hoc per la coscienza e la scienza. “Direttamente” dal Nulla dell’Assoluta Realtà, a spazio e tempo zero.

M = Massa variabile o infinita (secondo la teoria corrente)
MA = Massa Assoluta o Infinita a t0 Attimo per Attimo
ΔS = Variazione tra due tipi di spazio: costante e incostante
ΔN = Variazione del Campo Quantico, Serbatoio Infinito di Energia “usata” quanto basta

Detto ciò, passiamo a una riflessione teologica: la costante cosmologica È Quantità Giusta, e a suggerirlo è l’Assoluto, Perfetto Costruttore dell’Armonia dell’universo. L’Assoluto emette qualsiasi particella dal Suo pozzo del BoNu di Energia. Pertanto è di certo Reale una qualsiasi porzione di Un infinitesimo Suo, “censurato” come Forma e come Vuoto.

A questo punto abbiamo – a partire dalla matematica, dalla fisica, dalla cosmologia, dalla metafisica, dalla teologia e dalla filosofia – ripensato e forse intuito un nuovo Assoluto Infinito: con l’energia del Vuoto; con la costante cosmologica uguale a quasi zero (la lieve increspatura permette la creazione); con il valore zero pre-Big Bang, di colpo infinito nell’attimo della Singolarità(11) e di nuovo tendente, con l’espansione dell’universo, al quasi zero.
Basta con gli infiniti non reali, usati dalla fisica-matematica dell’assurdo e non dell’Assoluto! Un meraviglioso da… a… è più reale, piccolo o grande che sia.

Rimanendo nel campo delle ipotesi possiamo dare un altro colpo “mortale” a ulteriori evidenti controsensi della fisica. Colpo solo di parola, spesso più letale di altri. Sappiamo che la velocità della luce (c), è circa 300.000 km/secondo (quale secondo?), dunque è finita. Tuttavia, per permettere a un “corpo” – anche se puntiforme – tale velocità, è necessaria un’energia infinita(12)! È un’assurdità.
Cosa fare, poi, per fermare l’elettrone che “gira” (o meglio si “muove”) intorno a un nucleo? Si teorizza (ma in pratica non si riesce a farlo) che portandolo a -273,15 °C(13), si otterrebbe lo stato di energia minima o fondamentale (Zero Point Energy). Che bel numerone preciso! In base a cosa? 60 secondi, 60 minuti, 1 ora(14), zero gradi per il ghiaccio… o quale altro numero? (pasticcio voluto).
Che bel gioco! A -273,15 °C la materia oscura è fredda? È quasi fredda? Oppure è “solo” un neutrone stabile? È forse questa la temperatura al centro del Buco Nero? Oppure l’annichilazione della materia avviene a temperatura infinita, come quella della singolarità del Big Bang che, “poco prima”, è a temperatura zero?
È impossibile avere energia infinita per raffreddare (quindi fermare) l’elettrone fino ad arrivare a un valore finito che porterebbe a farlo collassare sul protone, ottenendo forse un neutrone.
È impossibile “miscelare” valori finiti e infiniti. Suggerisco di “buttare all’aria” tali assurdi calcoli (i numeri assurdi non esistono), normalizzati o altro che siano. Una soluzione scientificamente proponibile è, invece, l’Energia del Vuoto, Vacuità-Vuoto quantomeccanico(15).

E se il vuoto fosse presente e assente (quindi) nello “scantinato” della materia, contiguo al percepibile, presente (assente) nell’universo, contenente l’universo, senza tempo, prima del Big Bang, dunque durante, e dopo… dopo, sino a costante cosmologica zero e infinito raggio di curvatura, quindi fino al Nulla (Vacuità della Vacuità) “Divino” che tutto contiene?
È solo un’ipotesi filosofica, ma non è forse dalle ipotesi che si ricerca la Realtà, la Verità?
Non è forse dalla sperimentazione del pensiero libero e soggettivo, apparente e giusto errare, che si arriva all’intuizione?

NOTE:

(1) ^ Struttura matematica di una nuova ipotetica realtà elaborata dal prof Antonino Zichichi nell’ambito dei suoi studi tesi a comprendere meglio le leggi della fisica all’origine dell’Universo e il Big Bang, e l’Origine della Materia Oscura. Essa teorizza un Universo a 43 dimensioni, ma deve ancora trovare conferma nei dati sperimentali. Cfr A. Zichichi. Il Supermondo. Lezione Magistrale per il conferimento della “Laurea honoris causa” da parte dell’Università di Torino (21 maggio 2004).

(2) ^ Processo puramente matematico che viene applicato alle funzioni teoriche che descrivono un particolare fenomeno fisico. Si applica per correggere quelle funzioni in cui il calcolo porterebbe a valori infiniti delle variabili in gioco, palesemente in contrasto con la realtà fisica.

(3) ^ Utilizzando i parametri misurati sperimentalmente, si trova che l’energia totale a riposo dell’elettrone (E=Mec2) è uguale – nell’ambito dell’errore sperimentale – all’energia associata al campo elettrostatico creato dall’elettrone stesso (Eel = e2/re; si ricorda che l’elettrone è una particella carica ed re è la sua dimensione classica). Ciò significa che non c’è possibilità di considerare anche l’energia associata alle forze di coesione che ‘tengono insieme’ l’elettrone, poiché la somma di tutte le energie in gioco non può superare l’energia totale. Se così fosse, l’elettrone dovrebbe quindi ‘sparpagliarsi’ sotto l’azione repulsiva esercitata dalle cariche elettriche, non contrastata da alcuna forza coesiva. Poiché ciò non avviene, è evidente che il modello – cioè energia totale pari E=Mec2 ed elettrone di dimensioni finite – non è corretto. Se si vuole salvare la relazione relativistica E=Mec2, bisogna necessariamente postulare che l’elettrone sia puntiforme (re=0). La conseguenza immediata è un valore infinito dell’energia elettrostatica in corrispondenza dell’elettrone stesso.

(4) ^ La ‘censura cosmica’ è stata concepita da Roger Penrose nel 1969. Secondo l’ipotesi della censura cosmica le singolarità nell’universo (Big Bang, buco nero) sono sempre protette da un orizzonte degli eventi che impedisce di osservarle. Per una trattazione approfondita vedi Roger Penrose. The Question of Cosmic Censorship. in Black Holes and Relativistic Stars. (a cura di) Robert Wald. University of Chicago Press. Illinois, USA, 1998. Pubblicato anche in: Penrose R. The Question of Cosmic Censorship. Journal of Astrophysic and Astronomy, 1999, 20, 233–248.

(5) ^ Per porre rimedio alla necessaria dimensione nulla dell’elettrone (si veda nota 3) e al conseguente valore infinito dell’energia elettrostatica, venne proposta un’interpretazione nota come polarizzazione del vuoto di Dirac (1933). Nei pressi dell’elettrone – intenso come carica elettrica elementare o ‘seme’ – l’energia del campo elettrostatico è talmente elevata da poter creare infinite coppie positrone-elettrone. I positroni, avendo carica positiva, formerebbero una nuvola intorno al ‘seme’, mentre infiniti elettroni si allontanerebbero disperdendosi. In tal modo si supererebbe il paradosso della dimensione nulla dell’elettrone, in quanto la nuvola di positroni attorno al ‘seme’ avrebbe raggio pari al raggio sperimentale dell’elettrone e la carica risultante sarebbe pari alla sua carica sperimentale. Tuttavia, tale soluzione non supera il problema della creazione degli infiniti, perché ogni elettrone così concepito dovrebbe creare infiniti ulteriori elettroni.

(6) ^ Ciò pare un’assurdità, sufficiente a renderci sospettosi su tale trucco (…) tuttavia la teoria permise di eseguire calcoli di elettrodinamica il cui accordo con gli esperimenti è senza precedenti nella storia della fisica. (…)’. Carlo Rubbia, Riflessioni di un fisico, in Toraldo Di Francia (a cura di), L’infinito nella scienza. Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 1987.

(7) ^ In altre parole, il tempo non esisterebbe a livello fondamentale della natura; esso emergerebbe come proprietà collettiva delle particelle (e della coscienza?). Il foglio che stiamo leggendo sembra solido e compatto, ma a livello molecolare e atomico è composto per la maggior parte da spazio vuoto. Allo stesso modo se scendiamo nei protoni che lo compongono il tempo sparisce, perché il protone non decade. In alcune teorie come la gravità quantistica a loop il tempo è scomparso dalle equazioni.

(8) ^ Nella teoria degli insiemi causali un set di punti-evento è caratterizzato dalle relazioni di ‘precedenza’ tra alcuni dei suoi elementi (x precede y, y precede z, ecc.). Il continuo insorgere di nuovi punti-evento crea una rete di relazioni ‘di precedenza’ riconducibile al continuum spazio-temporale in cui si percepirebbe il flusso del tempo.

(9) ^ Carlo Rovelli e John Barbour ipotizzano che i fisici abbiano usato il tempo per correlare sistemi ed eventi tra loro solo per la difficoltà di percepire e descrivere l’insieme delle innumerevoli, intime relazioni tra essi.

(10) ^ Nel 1917, Albert Einstein formulò il primo modello cosmologico relativistico. Egli immaginava un universo stazionario (cioè di dimensioni costanti), che necessitava di una forza repulsiva per non collassare su se stesso sotto l’effetto della gravità. Questa azione repulsiva veniva introdotta nelle equazioni della Relatività Generale tramite un espediente matematico: la costante cosmologica Λ (lambda). La scoperta dell’espansione dell’universo (Hubble, 1929) decretò la fine della costante cosmologica così come l’aveva concepita Einstein. Tuttavia, se si vuole mantenere la validità delle equazioni della relatività generale, resta necessario continuare ad utilizzare la costante cosmologica, poiché serve un termine di ‘antigravità’ che possa spiegare l’espansione accelerata dell’universo. Secondo l’interpretazione quantistica, la costante cosmologica rappresenterebbe nelle equazioni delle Relatività generale l’energia del vuoto, responsabile dell’espansione.

(11) ^ Nel punto di singolarità non valgono le leggi della fisica classica.

(12) ^ Secondo la teoria della relatività per accelerare un corpo dotato di massa fino alla velocità della luce sarebbe necessario disporre di energia infinita. Infatti alla velocità della luce il corpo, anche se puntiforme, si comporterebbe come se avesse M = ∞; di questa Energia ne attinge, come un secchio, la quantità che può raccogliere dal pozzo infinito del BoNu.

(13) ^ Lo Zero Assoluto è la temperatura più bassa teoricamente ottenibile in qualsiasi sistema macroscopico, e corrisponde a 0 °K (gradi Kelvin) pari a –273,15 °C (gradi centigradi). Secondo le leggi della termodinamica non si può arrivare a una temperatura esattamente pari allo Zero Assoluto.

(14) ^ Secondo, un sessantesimo di minuto; ora, giorno, mese, anno e… su Plutone? Questa quantità non mi sembra una misura universale.

(15) ^ A questo proposito è necessaria una separazione, di cui parlerò (ne parlo senza tempo), tra il termine Nulla (che tutto contiene) e Vacuità della Vacuità, doppio Nulla Nulla, quindi Vuoto Vuoto.