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Ricerca dello Zero Point Energy nel BoNu – I Parte

La Forma è Vacuità “nel mezzo” la gravità, il vuoto e il Suo Bordo
l’ossevatore partecipa con la coscienza.
L’attrazione del Vuoto per la Coscienza è attrazione!
Verso l’Assoluto!

Il Vero Vuoto non è locato è presente/assente
OVUNQUE

Fig. 1

L’essere nella sua complessità (la più vasta da lui conosciuta) è la forma che giunge alla coscienza. È quindi composto, dal Vuoto all’Essere e dalle particelle che sono, di tutti i passaggi evolutivi, somme che l’universo ha vissuto dal noumenico al fenomenico.
L’essere è alla ricerca della sua origine. Ha compreso che esiste ciò che si vede ed esiste ugualmente ciò che non si vede (fig. 1). Ma fino a dove arriva questo non esistente? Alla sua Origine, prima del Big Bang, o altro “Oltre”?
Di sicuro arriva al vuoto, o vacuità, oppure Nulla. Dal più profondo vuoto al più esterno vuoto, un infinitesimo universo contenuto e contenitore.

Nei capitoli precedenti, spero di aver fatto un po’ più di chiarezza sulle due ipotesi del Bordo Nulla e dei Quattro Sistemi, l’eterna ricerca della coscienza contenuta nell’universo. Forse quello che per me è chiarezza per qualcun altro è aumento del caos, ma così è la libertà di comprendere.

Fig. 2

Nell’esempio in fig. 2 ho disegnato l’asse del tempo come una freccia che va, da un punto t0 “indietro” nello spazio, orizzontalmente verso destra. In questo modo si stabilisce dove siano il passato, il futuro e il presente. Poi si definisce dove ci troviamo adesso (un punto della retta).

Sembra che il passato e il futuro siano a nostra “disposizione”, così come prima lo era il cubo di Penrose. In realtà non abbiamo a disposizione niente, tranne una rappresentazione grafica che induce a una comprensione illusoria. Questo gioco è divertente e quello che dicono gli scienziati è molto interessante, ma restiamo con i piedi per terra e analizziamo ciò che abbiamo davvero.

C’è un multiverso poggiato su niente, sul nulla, ossia un universo che può esprimere molteplici direzioni(1). La nostra però è obbligata dal risultato stesso a essere unica: cioè la coscienza. Da zero, cominciamo a contare e raggiungiamo al massimo uno, perché abbiamo a che fare con un “quanto” composto da tutte le sfumature e le potenzialità espressive in un universo, in un “quanto” della coscienza assoluta(2).

Nel testo L’universo in un guscio di noce di Stephen Hawking, si trova un diagramma interessante(3) in cui vengono illustrate le varie combinazioni tra la densità della materia (luminosa e oscura) e la densità dell’energia del vuoto (o energia oscura). Come si può vedere da questo diagramma (fig. 3)(4), entrambe le scale hanno come valore massimo 1,0 (partendo da 0,2; 0,4; 0,6; 0,8; 1,0).

Fig. 3
La vita intelligente si sviluppa da 0 a 1 (linea tratteggiata 1-1), nella piccola zona trapezoidale in cui coesistono tutti i fattori necessari: radiazione cosmica di fondo e livelli adeguati di densità della materia e di energia del vuoto, con ammassi e supernove.

Il diagramma mostra la zona in cui si possono formare le galassie: praticamente a partire da densità della materia poco superiori a 0,1. Gli ammassi vanno da 0,3 a 0,4 a 0,5 (nella zona centrale sull’asse della densità della materia). L’area delle supernove, sull’asse dell’energia del vuoto, parte da 0,2 e arriva a 0,6.
L’intersezione di queste aree con quella della radiazione cosmica di fondo individua una zona in cui passa la linea tratteggiata che va da 1,0 sull’asse della densità della materia a 1,0 sull’asse dell’energia del vuoto. Questa linea delimita ulteriormente la zona in cui è probabile che ci siano le condizioni per lo sviluppo della vita intelligente; su di essa si colloca infatti il punto corrispondente all’attuale stato dell’universo: ΩΛ=0,74, Ω0=0,26 (ΩΛ + Ω0≈1).
La vita intelligente è quindi al massimo all’interno dell’uno, e lo stesso Hawking non va oltre. Ciò supporta il concetto che essa si sviluppi da zero a uno, così come le galassie e le nostre ricerche sulla matematica. Sosteniamo, quindi, il concetto di un’evoluzione della coscienza che va da zero a uno.
La radiazione cosmica di fondo è posta in gran parte al di fuori della linea tratteggiata 1-1, così come le supernove. Infatti, lì non è possibile la sopravvivenza in quanto gli elementi essenziali alla vita non sono nelle percentuali giuste. Andrebbe anche evidenziata la zona in cui sono presenti energia e massa oscura, in cui la vita sembra essere, ad ora, ugualmente impossibile.
Gli ammassi(5) occupano solo una piccola area del grafico, anch’essa in parte al di fuori della regione dove è possibile una qualsiasi forma di vita intelligente.

Che sia energia del vuoto (valore molto interessante) o densità della materia, la densità che abbiamo è quella giusta. Su Giove saremmo stati troppo densi e pesanti per sopravvivere come forme di vita in un’evoluzione equilibrata con il sistema.
Affinché una struttura possa sviluppare la propria intelligenza non deve infatti soffrire eccessive difficoltà fisiche e/o fisiologiche, altrimenti dovrebbe impegnarsi esclusivamente nel superamento di tali difficoltà. Vivendo in un ambiente completamente ostile l’intera struttura dell’individuo dovrebbe organizzarsi per la sopravvivenza6, ma se evolvesse armonicamente con l’ambiente non avrebbe alcun problema. In un ambiente mediamente ostile, l’essere diviene più intelligente perché ha il tempo di progettare qualcosa che vada oltre la sopravvivenza, sviluppando così la propria coscienza.
Coscienza di cosa? Dell’universo. Uno. Partendo o arrivando (andando a ritroso nel proprio aspetto evolutivo) al massimo allo zero, che sia l’inizio del Big Bang o l’inizio del processo che porta fino a noi.
È la coscienza precedente che progetta l’universo successivo per esserci, non è un universo isolato e unico a progettare la coscienza. È la coscienza, inserita all’interno dell’universo, che organizza il modo in cui sarà il prossimo Progetto Continuo nel divenire. Le interazioni aumenteranno, perché sta nascendo nuova materia per gli esseri (mondi e sistemi abitabili). Nei filamenti delle galassie – conformate a spirale come il DNA – e al loro centro vi sono protrusioni immense: milioni di miliardi di chilometri. Queste protrusioni di sottili energie, e quindi di materia, non sono nient’altro che parte della “forza” (cioè energia) che si acquisirà entrando in interazione con il proprio “corpo universale”. Oggi siamo coscienti solo in parte dell’energia che abbiamo. La quantità di coscienza probabilmente è dettata dal fatto che siamo limitati dentro al corpo e non in interazione universale, così riduciamo anche le forze a nostra disposizione. Gestiamo la forza solo nel corpo e quindi organizziamo una coscienza circoscritta alle interazioni interne al fisico.
Cerchiamo di ipotizzare “un ampliamento” fino a… zero e con i Quattro Sistemi in completa interazione e Armonia.

NOTE:

(1) ^ Teoria 1: dal presente si generano universi paralleli indipendenti che attuano tutte le possibili opzioni; teoria 2: dal presente si genera l’universo dell’opzione scelta; teoria 3: il presente universo proviene da molteplici universi e, attraverso i buchi neri e il Bordo Nulla, invia la sperimentazione evolutiva che ottiene liberamente (dalla coscienza) attraverso i trasmettitori (particelle-onde), i quali permettono la creazione di un nuovo universo con un’impronta determinata da questo sistema di trasmissione della coscienza.

(2) ^ La coscienza assoluta in un universo è quella che contempla tutta la conoscenza del noumenico, le leggi sottostanti a ogni evento, quindi il fenomenico: il legame tra leggi ed eventi. Dunque la coscienza assoluta è quella che contempla ogni sapere sviluppabile nell’evoluzione complessiva dell’universo. E cosa dire delle probabili interazioni con altre “ciliegine” universo? Il verme non può che credere che esista solo la ciliegia di cui si nutre.

(3) ^ Stephen Hawking. L’universo in un guscio di noce. Oscar Saggi Mondadori. Milano 2006. Il riferimento è alla fig.3.20 a pag. 102.

(4) ^ Liberamente tratto da Stephen Hawking. Op. cit., fig. 3.20, pag 102.

(5) ^ Gli ammassi sono sistemi costituiti da decine, centinaia o anche migliaia di galassie e grandi quantità di gas intergalattico. I componenti degli ammassi sono legati dalla forza di gravità. Le galassie però hanno una velocità troppo elevata perché possano rimanere assieme per cui, anche considerando la presenza del gas, bisogna ammettere l’esistenza di materia oscura che influisce sul campo gravitazionale. Pertanto gli ammassi dovrebbero essere formati per il 5% da galassie, 10% di gas e da materia oscura per il rimanente. La nostra galassia, la Via Lattea, fa parte di un piccolo gruppo di circa una trentina di oggetti, detto Gruppo Locale.