Ipotesi e Teorie

Un’ipotesi e una teoria(1) (basate spesso su un assioma) per essere considerate tali devono:

1) permettere una verifica sperimentale;
2) formulare una nuova previsione, la quale a sua volta deve/può essere diversa da quelle espresse nelle teorie precedenti;
3) permettere esperimenti mai realizzati, da cui si può ottenere un risultato che non rientri nelle previsioni possibili.

Una teoria scientifica deve essere confutabile, quindi falsificabile(2), ma deve essere anche confermabile. Essa inoltre può produrre nuove previsioni, formulabili nell’ambito dello stesso impianto teorico in forma di ipotesi. Se i risultati della sperimentazione sono in accordo con la previsione dell’ipotesi, quest’ultima diventa una teoria.
Prima, solo ipotesi; dopo, teoria; ancora dopo, la sperimentazione pratica. E finalmente la teoria, comprovata da più ricercatori e/o laboratori, diviene scienza.
Una teoria deve permettere previsioni limpide e uniche per tutti gli esperimenti futuri. Infinite soluzioni o versioni, anche in contrasto tra di loro, tolgono ai relativi modelli della Realtà lo status di “teorie”, rendendole semplicemente “ipotesi” che non sono ancora in grado di raccontare la realtà.

La dottoressa Lisa Randall, teorica delle particelle, afferma: “una teoria è un ben determinato quadro di riferimento concreto, incorporato in un insieme di assunti fondamentali sul mondo, associato a un quadro di riferimenti efficace e sintetico che comprende una gran varietà di fenomeni. Una teoria produce un insieme specifico di equazioni e di previsioni, che vengono confermate da un buon accordo con i risultati sperimentali”(3).
Se nessun esperimento può dimostrarne la veridicità, un’ipotesi decade al rango di “fantasia”, vale a dire il massimo della scorrettezza(4) (anche questa deduzione, tuttavia, per quanto “logica”, non è che un’ipotesi). Quanto è illusoria la “teoria” delle stringhe? Con i suoi calcoli infiniti, si dovrebbe chiamare ipotesi dell’impossibile!
La fantasia delle stringhe, su scale microscopiche, non è adeguata a chiarificare e mettere in relazione le diverse realtà del sistema fisico, spiegando o prevedendo ciò che accade su scale universali. Non spiega nulla della realtà della materia e della coscienza che interagisce in/con essa. Non può quindi fare previsioni né sulle dimensioni, la geometria e lo spettro delle particelle, né sulle interazioni macroscopiche dello Spazio Reale Macroscopico Universale, né sul “tempo”, creato dalla coscienza umana e fatto passare per realtà. Una realtà che tuttavia alcune particelle, come ad esempio il protone, non vivono(5).
Non rimane quindi che un “sospetto”, “un’impressione”, come afferma il premio Nobel per la fisica Gerard’t Hooft:

“In realtà, non sarei neanche disposto a dire che la teoria delle stringhe è una ‘teoria’; piuttosto è un ‘modello’, o nemmeno questo: è giusto un sospetto, un’impressione. Dopo tutto, una teoria dovrebbe essere accompagnata da istruzioni che spiegano come utilizzarla per individuare ciò che si desidera descrivere, nel nostro caso le particelle elementari, e dovrebbe essere possibile, quanto meno in linea di principio, formulare le regole per calcolare le proprietà di queste particelle e per fare nuove previsioni. Immaginate che vi dia una poltrona, spiegandovi che per ora le gambe non ci sono e che il sedile, lo schienale e i braccioli forse arriveranno tra poco. Qualsiasi cosa sia l’oggetto che vi ho dato, posso ancora dire che è una poltrona?”(6)

Dire che la teoria delle stringhe è “elegante” e “magnifica” è usare termini adatti anche alla favola Alice nel Paese delle Meraviglie. L’unica differenza è che questo bellissimo libro si può aprire e leggere, invece l’“elegante” favola delle stringhe ha una meravigliosa copertina, ma il contenuto non c’è! Se ci fosse, non sarebbe comunque alla “portata” della coscienza dell’umanità e non potrebbe quindi interagire con essa, perché irreale.

NOTE:

(1) ^ La supposizione, se non è basata sull’osservazione, è definita congettura. Se, invece, deriva dall’osservazione, è un’ipotesi come accertamento della verità e della realtà.

(2) ^ Il filosofo ed epistemologo Karl Raimund Popper (Vienna, 28 luglio 1902 – Londra, 17 settembre 1994) è noto tra l’altro per aver sostituito il criterio di verificabilità con quello di falsificabilità. Per dimostrare che una teoria è verificabile (quindi pertinente alla scienza e non alla metafisica) è necessario che sia falsificabile. Cioè deve essere possibile, a partire dalle sue premesse di base, ideare almeno un esperimento empirico che ne dimostri la falsità.

(3) ^ Le citazioni di Gerard’t Hooft e Lisa Randall sono riportate da Lee Smolin nell’Introduzione del testo L’universo senza stringhe, Einaudi, Torino, 2007.

(4) ^ Le stringhe sono ipotetiche “corde” vibranti introdotte alla fine degli anni 60 per fornire un quadro teorico alle interazioni forti; compito per il quale si rivelarono però inadeguate. Il concetto di stringa fu successivamente “riesumato” per cercare una soluzione alla inconciliabilità del Modello Standard con la Relatività Generale. Tale compito richiede che le dimensioni di una stringa debbano essere dell’ordine di 10-33 cm, una dimensione impossibile da sondare anche per i moderni acceleratori. Con i 27 km dell’LHC si possono esplorare dimensioni fino a 10-16 cm, cioè 100 milioni di miliardi di volte più grandi rispetto a quelle richieste per verificare l’esistenza della stringa. Si stima che per riuscirvi occorrerebbe un acceleratore grande quanto l’Universo, quindi l’ipotesi delle stringhe non potrà mai essere verificata.

(5) ^ Il decadimento (quindi la “fine” o la trasmutazione) del protone è un fenomeno che non è stato mai osservato.

(6) ^ Smolin L., L’universo senza stringhe, Einaudi, Torino, 2007.