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Ruolo degli emisferi nell’artista

Gli studi scientifici sulla specializzazione dei due emisferi dimostrano che nel cervello non ci sono aree funzionali uniche e circoscritte, ma piuttosto una sinergia di varie zone che lavorano in network: quando un distretto è coinvolto in modo specifico, le altre aree connesse in rete accorrono in suo supporto. Ma in ogni caso, seppure attingendo alle risorse di molte altre, ogni macroarea ha una sua peculiarità che trova corrispondenza nel sistema mentale.

Tra i numerosi studi sull’argomento è interessante citare quello di Elkhonon Goldberg(1) il quale ipotizza che l’emisfero destro venga impiegato maggiormente nei processi di apprendimento di nozioni e abilità nuove, mentre quello sinistro serva allo svolgimento di compiti di routine. Questa ipotesi spiegherebbe anche perché traumi all’emisfero destro sono devastanti per i bambini e meno gravi per gli adulti.

Il lavoro di Goldberg trova conferma nei recenti studi effettuati con tecniche di neuroimaging funzionale come la P.E.T(2). I risultati hanno infatti evidenziato che nei soggetti impegnati in attività per loro nuove (indipendentemente dal tipo di compito) si determina un aumento dell’irrorazione sanguigna nell’emisfero destro. Aumento che interessa sempre più l’emisfero sinistro a mano a mano che si familiarizza con i compiti affidati(3).
In altri termini potremmo dire che l’emisfero destro – i cui circuiti neurologici sono specializzati nella fantasia e nell’innovazione – sia una sorta di palcoscenico interno in cui si creano rappresentazioni nuove, che possono fungere da base per le esperienze future. Nell’emisfero sinistro, invece, esistono circuiti specializzati nel perfezionare qualità già acquisite fino a renderle automatiche, come se si trattasse di repliche successive.

Nell’artista l’attività creativa implicherebbe dunque una preponderanza dell’emisfero destro, mentre l’apprendimento e l’esecuzione tecnica quella del sinistro.

Nel mondo dell’arte si usa una frase attribuita a Beethoven secondo la quale la creazione necessita per il 90% di perspiration (sudore) e per il 10% di ispiration (ispirazione). Riportato al nostro discorso, il “sudore” consisterebbe nel consolidare l’apprendimento tecnico (emisfero sinistro) e l’ispirazione nel sapersi abbandonare all’intuizione (emisfero destro). Questo spiegherebbe anche il fatto che molti artisti dopo momenti di grande ispirazione possono cadere in fasi in cui riescono solo a produrre opere “di maniera”, ovvero mere riproduzioni tecniche di idee già sfruttate.

Nella complessa interconnessione delle reti neurali, sembra accertata la “prevalenza” dell’emisfero destro nella percezione olistica, spaziale, musicale, fantasiosa e intuitiva: qualità indiscutibilmente coinvolte nella produzione e nella fruizione dell’arte. Viceversa alcune funzioni, proprie dell’emisfero sinistro, volte a razionalizzare, verbalizzare, definire e programmare a scopi utilitaristici risultano distanti per la mentalità dell’artista e spesso francamente fastidiose. L’emisfero sinistro svolge comunque un’imprescindibile funzione nel rapporto con la modellazione di una forma, con l’esecuzione fattiva dell’opera, con i materiali prescelti e, ovviamente, con l’uso della tecnica acquisita.

Anche se il momento creativo può apparire lontano da una forma mentis e dalla pratica di discipline scientifiche, coltivare qualità analitiche, logico-verbali e razionali potrà rappresentare per l’artista un arricchimento in termini di plasticità complessiva del cervello. Tale ipotesi spiegherebbe l’evidente attrazione che alcuni pittori hanno verso la matematica come possibile approccio a una qualità polarmente opposta.

NOTE:

(1) ^ Goldberg E. and Costa L.D. (1981) Hemisphere Differences in the Acquisition and Use of Descriptive Systems. Brain and Language. Volume 14, Issue 1, September 1981, Pages 144–173; Goldberg E. The executive brain: frontal lobes and the civilized Mind. Oxford University Press. New York, 2001.

(2) ^ Tomografia a Emissione di Positroni – Positron Emission Tomography.
(3) ^ Martin A. Wiggs, C.L. Weisberg J. (1997). Modulation of Human Medial Temporal Lobe Activity by Form, Meaning, and Experience. Hippocampus, 1997, 7, 587-593; Shadmeh R., Holcomb H.H. (1997) Neural Correlaters of Motor Memory Consolidation. Science, 1997, vol. 277, n.5327, 821-825.