Introduzione all’ipotesi del Bordo Nulla

Negli ultimi cento anni la scienza ha compiuto scoperte e raggiunto una consapevolezza tale da poter percorrere territori finora esclusivi della filosofia e della teologia. La risposta alle domande “perché c’è qualcosa invece di niente?”, “perché esistiamo?” e “perché questo particolare insieme di leggi e non un altro?”, risiede nella straordinaria (perfetta) sintonizzazione delle leggi stesse, che permette l’“esserci” di ogni cosa.

Attualmente la fisica lascia aperte alcune importanti questioni, a cui non sa dare risposta. Il primo problema riguarda la necessità di formulare una teoria, unica e completa, che combini e/o “scombini” la relatività generale(1) e la fisica dei quanti(2), così da trovare una risposta all’enigma della gravità (non solo attraverso una soluzione quantistica)(3).
Il secondo consiste nell’analizzare i problemi fondazionali della meccanica quantistica, cercando di comprenderla appieno e inventare nuove ipotesi o teorie che unifichino le leggi.
Il terzo problema implica il rintracciare, essendo la Realtà Unica e Fondamentale, una teoria unificante delle particelle e delle forze o, in alternativa, formulare un’ipotesi in grado, pur tenendole separate, di spiegarne l’interazione “nascosta”. Un’interazione che modificando le leggi le stravolga completamente, tanto da farle “sembrare” inconciliabili.
Il quarto problema richiede di spiegare, attraverso un’ipotesi verosimile o una teoria unica, come siano stati scelti i valori dei parametri liberi del Modello Standard(4). Se non fosse possibile farlo, vorrebbe dire che il Modello Standard non corrisponde alla realtà. Si tratterebbe solamente di un’ipotesi, non verificata né verificabile.
Il quinto problema è relativo al “mistero” della materia e dell’energia oscura, qualora esistano, anche con parametri diversi dai classici. E se non esistono, cosa modifica la gravità in modo così palese e in scala universale?

Considerando la possibilità che la gravità non sia una forza… quante ipotesi, fatte passare per teorie, cadrebbero in questa gravità “oscura”?
L’ultimo problema è stabilire un reale significato dei termini “tempo”, “spazio”, “microcosmo” e “cosmo”, che vanno messi in relazione (tra loro e con la realtà) per quello che sono, non per un’esigenza esclusivamente matematica. Infatti l’uomo ha creato teorie per l’infinitamente piccolo e l’immensamente grande senza conoscerne il significato profondo, e non sa come unificarle. Così le teorie si sono ridotte a ipotesi: due concetti ben distinti, i cui confini sono stabiliti con chiarezza.
Una nuova teoria non deve necessariamente dipendere dalle precedenti, come se ne fosse un’estensione o un prolungamento. Ci vorrebbe un vero “Big Bang” teorico: una concezione che parta da termini il cui significato sia certo, non illusorio e incerto come quello delle parole “tempo”, “spazio”, “nulla”, “materia”, “antimateria”, “energia”, “energia oscura”, “materia oscura”, “vuoto quantomeccanico”(5), “particella”, “orizzonte degli eventi”, “quantum entanglement”, “stato fondamentale” e così via. Quindi, “Bordo Nulla” (Bo Nu).
Il Bordo Nulla è un’ipotesi di ricerca filosofica in grado di unificare tutte le particelle e le forze conosciute, nonché eventuali scoperte nel “tempo”, nello spazio, nell’Attimo e nelle dimensioni sconosciute, se ci sono. Si può concepire come uno scantinato infinito della materia, una specie di “pozzo”, un confine non locato tra la materia e il Nulla.
Con il Bo Nu si potrebbe elaborare una Teoria del Tutto ipotizzando un vuoto vuoto Nulla: il vero stato fondamentale. Non stiamo parlando del “vuoto quantistico”(6), ma di un’Energia del Bordo Nulla (E)∞ che si affaccia, dall’universo o Creazione, a un’Energia tendente all’infinito, cioè “l’Oltre il conosciuto”. A questa Energia le particelle vanno quando “divengono onda” e da Essa provengono quando tornano a essere corpuscoli.
Il Bordo Nulla è un concetto lontano “un infinito” dall’ipotesi di “incertezza” di Heisenberg(7), ossia di una fluttuazione “incerta” di quanto si può osservare (circa, più o meno). Al contrario è la certezza dell’affacciarsi della particella, qualsiasi essa sia, dalla forma-corpuscolo (energia e materia, luminosa e oscura) al Bordo Nulla, dove diviene per noi onda e corpuscolo, e dove poi quasi sparisce.
Il vuoto dunque non fluttua “dentro”, come ipotizza Prigogine(8), appare al Bordo Nulla come energia, chiamata anche materia (compresa quella oscura).
Quest’ultima, a sua volta, porta con sé per equilibrio un po’ di energia e di Nulla!(9)

Le particelle vivono di un’illusoria esistenza, a tempo zero (t0) diventano per somma funzionali alla coscienza e il tempo dell’universo (tu) appare (illusorio), in quanto risiede soltanto nella coscienza dello stesso prodotto dell’universo: la nostra realtà di esseri senzienti.
Il vuoto del Bordo Nulla è la vera dimora sia delle particelle, che ne portano un po’ con loro, sia dell’Essere, coscienza alla ricerca del rifugio della sua Provenienza, che serba comunque in Sé.

NOTE:

(1) ^ L’esigenza di conciliare il postulato secondo il quale nessun oggetto o segnale può viaggiare a velocità maggiori di quella della luce (relatività speciale) con la teoria della gravitazione di Newton, in cui le azioni si trasmettono istantaneamente, portò Einstein a derivare la relatività generale: una nuova concezione della gravità, secondo la quale le masse curvano la geometria dello spazio-tempo e i corpi si muoverebbero “liberi” seguendo le linee di minima lunghezza di questo spazio curvo (geodetiche).

(2) ^ La fisica quantistica offre una descrizione del mondo microscopico a partire dai principi di: a) quantizzazione, secondo il quale le grandezze fondamentali (energia, quantità di moto, ecc.) possono assumere solo valori discreti, cioè multipli di una quantità minima, e b) di indeterminazione, secondo il quale non è possibile, neanche in linea teorica, eseguire la misura contemporanea di più proprietà di una particella con precisioni grandi a piacere.

(3) ^ La fisica quantistica ha fornito un quadro teorico, il Modello Standard (MS), nel quale descrivere le forze nucleari ed elettromagnetiche, ma da questo quadro è esclusa la gravità. Pertanto il MS è coerente sia con la meccanica quantistica che con la relatività speciale, ma non con la relatività generale. Se si cerca di unificare le due teorie si va incontro a risultati non compatibili con le osservazioni sperimentali. Pertanto relatività generale e fisica dei quanti sono inconciliabili nel quadro di una descrizione unitaria dei fenomeni.

(4) ^ Il Modello Standard si presenta inoltre incompleto relativamente alla questione dei cosiddetti “parametri liberi”, cioè valori di alcune grandezze stabiliti/assunti in modo arbitrario. Tali parametri liberi (in tutto diciannove) sono essenzialmente costituiti dalle masse delle particelle, cui ora se ne devono aggiungere altri nove per tenere conto delle oscillazioni dei neutrini. La questione dei parametri liberi è uno dei motivi per cui diversi scienziati non accettano la teoria del Modello Standard.

(5) ^ Il Vuoto Quantomeccanico è stato teorizzato dal fisico Massimo Corbucci che concepisce la materia come “discontinua” e intervallata da “gallerie” di vuoto (quantomeccanico), una sorta di “scantinato della materia” da cui le particelle stesse attingerebbero la loro massa. Attraverso queste gallerie, che si trovano nel cuore della struttura atomica, ogni particella si troverebbe in contatto con tutte le altre particelle dell’universo. Vedi M. Corbucci. Alla scoperta della particella di Dio. Macro Edizioni. Cesena, 2006.

(6) ^ Termine con cui non si indica l’assenza totale di energia, bensì la presenza di un’energia minima.

(7) ^ “Incertezza” sembra la traduzione più appropriata per il termine “unschärferelation”, in inglese “uncertainty”. Tale principio rappresenta l’impossibilità di misurare contemporaneamente una coppia di variabili (per esempio posizione ed energia) di una stessa particella sub-atomica con un predefinito margine di precisione. Ottenendo la misura di una variabile, la misura dell’altra diventa “incerta”.

(8) ^ Il premio Nobel Ilya Prigogine ha ipotizzato che lo spazio tempo sia un vuoto instabile, la cui fluttuazione porta alla nascita della materia e quindi dell’universo.

(9) ^ Nulla: nessuna cosa, in nessuna quantità o misura; inezia, cosa da poco, una piccolissima quantità. Con l’articolo è usato in espressioni particolari, come: “Dio ha Creato tutte le cose dal Nulla”, “il Nulla Eterno”, “l’Inesprimibile Nulla”, ecc. In filosofia, il nulla (o “il niente”) corrisponde al “non essere”. Nella logica matematica, il nulla (insieme vuoto, insieme nullo, ecc.) è la classe cui non appartiene alcun elemento. Dal latino nullus (nessuno, alcuno, non, nullo, inesistente, senza valore, di nessuna importanza, insignificante) derivante da (non) + ullus (nessuno, alcuno). In sanscrito niḥ o nir sono usati come prefissi che indicano sia la privazione (senza) sia la fine, la completa cessazione di qualcosa, o il ritorno (Nirvāṇa e Nirodha: riassorbimento nella “sostanza” di ciò che prima era emerso come forma o modificazione).