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Il tempo chi è costui?

Dai meandri di teorie del passato – sempre presente nella natura quantistica della realtà infinitesimale o tendente all’oltre (oppure BoNu) – procediamo nel discutere teorie (ipotesi?) come quella della relatività generale, che mal si sposa con la natura probabilistica quantistica della materia e la “sua” gravità. È noto, infatti, che Einstein introdusse la dimensione “tempo” nelle sue equazioni, aggiungendola alle tre classiche dello spazio euclideo. Io, tuttavia, dubito che lo spazio abbia “bisogno” del tempo, sono convinto che questo bisogno l’abbia l’essere senziente. La variabile “tempo”, infatti, scompare nelle equazioni di De Witt(1). De Witt descrive il mondo considerando l’evoluzione delle variabili una rispetto all’altra, invece che rispetto al tempo. Infatti la loro natura quantistica le porta a fluttuare (oscillare) in maniera tale da non poter essere ricondotte a una sola variabile di riferimento. Risolvendo l’equazione si ottiene una classe di soluzioni, ciascuna delle quali descrive un universo o un altro a seconda delle condizioni al contorno.

Passiamo ora dall’ipotesi di De Witt a quella dello pseudo filosofo che scrive(2).
Se c’è una Realtà ci sarà anche il Suo Bordo, e così per l’universo. Se poi quest’ultimo è creazione, e ha un Creatore, allora sono ancora più sicuro dell’esistenza di un Bordo Creatore-Creazione. Una specie di confine che per Libertà l’Assoluto concede al Suo Creato.
Ma torniamo al tempo.
L’ipotesi che esista il tempo è variabile, come il soggetto che lo costruisce/percepisce: Δt cambia a seconda di spazio-velocità-corpo-particella e via dicendo.
Il tempo è un po’ come il prezzemolo, che sta bene con tutto… E se invece non stesse bene con niente e alterasse il vero sapore delle particelle?
Credo che quasi tutto potrebbe “girare” benissimo anche se non girassero le lancette dell’orologio: bracciale sempre più perfetto dello Zero costante per ogni attimo dell’ingranaggio.
Se gli ingranaggi dell’orologio Universo fossero “variabili”, in interazione sia semplice che complessa(3) e il tutto funzionasse senza il tempo? Questa ipotesi è confermata dal fatto che le particelle non hanno il tempo a orchestrarle. Se ne vanno per conto proprio, e i loro limiti spaziali ed energetici (quindi la vicinanza o meno al Bordo Nulla) ne determinano il tipo(4). Quale tempo, “finito” “in passato”, fu l’inizio del “tempo” per le particelle che compongono l’universo? Solo l’orizzonte degli eventi della Singolarità del Big Bang? Come scorre il “tempo” per il protone o l’elettrone così scorre per l’universo: nessuno ha mai visto morire un protone(5)!
Il tempo… Chi è, dunque, costui? Il “niente” su cui fondiamo il tutto. Anche la nostra vita, condizionata dall’orologio: “un tempo” che gira su se stesso e in ogni attimo, che apparentemente mostra, dice una menzogna(6)!

Ciò che ipotizzo è difficile da digerire. Un minestrone senza prezzemolo, di cui non si conoscono nemmeno tutti gli ingredienti. E poi, le verdure sono state cucinate bene (ipotesi)? Le prendiamo per buone, ma chi ci dice che siano state coltivate in modo corretto (teorie)? Ma tant’è! Tutto muta ed è per questo che il pensiero dell’essere è vario.
Forse i primitivi dell’arte rupestre mi sono vicini più di quanto sembri: io racconto, tu vedi e pensi ciò che vuoi. Ma è la conoscenza a determinare le forme oppure, al contrario, ne è determinata?

Un saggio (Nagarjiuna) disse: “La forma è vacuità la vacuità è forma”.
La maggiore difficoltà, per me come per tutti, non è tanto la forma (materia), già così complessa che “mi par logico perdere la logica”. Non è nemmeno la vacuità lo scoglio (che non c’è) su cui mi incaglio. Per prima cosa va fatto uno sforzo di concentrazione sulla coscienza, che “si permette” di esprimersi in un incalcolabile Sistema Universo senza lancette: cioè una “forma” Vuota di reale sostanza, a meno che non si consideri l’esistenza di un Assoluto Creatore, Unico Proprietario del tempo Zero.

Abbiamo visto come, pur essendo la gravitazione di Newton-Einstein sempre attrattiva, l’universo si espande ed è infinitesimale (energia-particelle) rispetto all’Infinito Nulla, Non Creato. L’universo, quindi, non è statico bensì dinamico, e va da infinitesimale a infinitesimale(7).
Questa è la sola certezza dell’essere senziente, di una coscienza infinitesimale in espansione come lo stesso universo. Ma mi domando… propria, personale e separata dagli altri, oppure di tutti, Unica?

Nessuna antinomia(8) con Un Solo Attimo al posto del tempo, con il Vuoto al posto dell’Infinito e, finalmente, con uno spazio Infinitesimale come universo.
Nessun tempo prima della Creazione, nessun tempo nella Creazione, nessun tempo dopo la Creazione. Infinite Creazioni senza tempo!
Densità infinita in un punto infinitesimale a temperatura infinita e a Tempo Reale, cioè l’unico tempo zero. Un attimo-spazio “prima”, zero; un attimo-squarcio dopo, immensa (NON infinita) temperatura. Il tempo è, come già detto, sempre l’unico tempo zero.

E = m (Sc/tc)2 ;
E = m . (spazio infinitesimale/tempo ZERO)2 ;
Ex = mx . (0,01/0)2 = E universo;

E = energia;
m = massa;
Sc = spazio della Creazione;
tc = tempo della Creazione;
Ex = energia infinitesimale incalcolabile;
mx = massa infinitesimale incalcolabile.

Basta domande e risposte (inutili) sul tema: “Cosa faceva Dio prima della Creazione?” Era ciò che è e che sarà!
Il Nulla che Tutto contiene, muta forse Se Stesso a seconda di ciò che contiene? Se cambia il “brodo”, la pentola è la stessa? E poi, prima di cosa? Con quale tempo? Tutto è a tempo zero!
È il Silenzio senza Domande. Dovrebbe essere silenzio anche nelle Risposte, ma purtroppo si cercheranno in eterno. Chi tace ignora? E come può essere definito ignorare se, come nella condizione DMN(9), la coscienza del silenzio della mente è il massimo della sua funzionalità? Questo silenzio non è ignorare bensì approfondire le interazioni per intuire, usando maggiormente il cervello, la coscienza, la mente e quindi i Quattro Sistemi in interazione universale.

Ogni modello dell’universo, proposto da “chicchessia”(10), è coscienza nell’universo, quindi parte dell’infinitesimale.
È realtà che appare dal vuoto e scompare all’istante, come “tante particelle”?
È coscienza “reale” dell’esperimento nell’esperimento?
Modello? Attimo? Ipotesi? Teorie? Oppure presenza della coscienza per formulare illusioni alla ricerca della Realtà illusoria?

Spero di aver creato molti dubbi in chi legge, perlomeno quanti ne ho io. Così cercherà più profondamente e liberamente.

NOTE:

(1) ^ Bryce DeWitt (1923-2004), fisico teorico, ha formulato un’equazione capace di descrivere le proprietà quantistiche dello spazio, nella quale la variabile tempo non compare.

(2) ^ Il mio selezionare ciò che “serve” alla mia ipotesi potrebbe essere considerato fuorviante, premeditato e “poco” scientifico, ma non sono uno scienziato né un matematico. Uso un po’ di logica, asservita ai miei scopi, con buona pace dei critici, che saranno ben accetti solo se proporranno alternative chiare e limpide.

(3) ^ Orologio, semplice; essere cosciente, complesso.

(4) ^ I neutrini, ad esempio, sono vicini al Bordo Nulla e hanno tanta energia.

(5) ^ Anche se la scienza ha cercato invano di osservarne il decadimento, questa ipotesi non è stata di supporto o di conferma ad alcuna teoria.

(6) ^ Un orologio fermo, per un attimo solo nell’intera giornata dice l’ora esatta. Ironia?

(7) ^ Qualsiasi grandezza sia, l’universo in espansione è sempre infinitesimale rispetto all’infinito. Quindi, da infinitesimale a infinitesimale!

(8) ^ Antinomia: contraddizione, reale o apparente, fra due leggi o disposizioni di legge, fra due concetti, fra due tesi, fra un principio e un altro di una scienza.

(9) ^ La DMN (Default Mode Network – Rete Cerebrale di Default) è una rete funzionale costituita da aree cerebrali la cui attività aumenta a riposo rispetto all’esecuzione di compiti complessi.

(10) ^ Chicchessia: chiunque, qualunque, qualsivoglia persona; (in frasi negative) nessuno. Etimologicamente la parola può essere fatta risalire ai termini sanscriti kim (chi, come, perché, da che cosa, donde, per quale scopo, per cui, quindi) e kas (muovere, avvicinare, andare, brillare, risplendere). Chicchessia può perciò indicare contemporaneamente la provenienza, il Luogo/Colui da cui proveniamo, Colui che risplende, Colui che muove e lo scopo.